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QUANDO UN “MUSONE” SAVONESE FINISCE IN CARTOLINA

MUSONE1

Prestate attenzione quando guidate perché la vostra vettura potrebbe “finire” in cartolina e poi essere stampata in tutta Italia. È quanto è successo ad Antonio Viotto che, ripercorrendo con i ricordi quel curioso fatto datato 1953, coglie l’occasione per raccontare le sue vacanze con partenza da Varazze e destinazione a Montecatini Terme. Il tutto a bordo di una Fiat 1100/E color tortora detta anche “Musone”. È proprio caso di dirlo: quando un “Musone” savonese finisce in cartolina.

“E che accadde nelle vacanze annuali del ‘53 ? Alla fine prevalse la scelta di papà: destinazione Montecatini Terme, in provincia di Pistoia, per la cura dell’acqua. I preparativi furono subito avviati, ma in ogni caso alquanto laboriosi, trattandosi di cinque viaggiatori. Quella mattina di fine estate in Piazza S. Ambrogio, la principale di Varazze, iniziammo a caricare tutti i bagagli sulla Fiat 1100/E di papà, detta anche “Musone”. Papà dirigeva le operazioni in vista della migliore ripartizione dei pesi, ma quella volta anche il portapacchi sul tetto fu coinvolto .

L’itinerario: via Aurelia fino a Riva Trigoso, quindi il passo del Bracco e poi ridiscesa verso la Versilia per raggiungere finalmente Montecatini. Ore 10 del mattino: la partenza! La Fiat 1100E procedeva speditamente, nonostante dovesse sobbarcarsi il peso non indifferente di tutta la famiglia. Subito si arrivò a Genova, poi Sestri Levante e quindi s’iniziò la famigerata lunga salita del Bracco, interminabile e tortuosa.

La prima tappa prevista – oggi diremmo il “pit stop” programmato – era al ristoro di “Bracco Vetta”.  Ma a pochi chilometri dalla cima, verso le ultime curve della tormentata salita, papà interruppe di sorpresa il silenzio:  “La frizione ci ha piantato”, sbottò. Dopo vari tentativi di ovviare al problema, si decise di proseguire … a spinta, con l’aiuto di tutti. Meno male che in cinque la fatica fu più sopportabile: però al posto di ristoro non c’era alcuna officina. A quel punto la decisione fu di raggiungere in ogni modo Carrodano, il paese più vicino a fondo valle, approfittando della strada in forte discesa. Là un bravo meccanico riuscì a riparare la frizione , fortunatamente si era solo sganciato il perno del pedale , permettendoci al fine di arrivare alla sospirata meta. I nostri amici toscani ci accolsero felicemente nonostante l’ora tarda. Il mattino seguente in piedi di buon’ora, subito alle Terme ansiosi di girare per i tanto decantati parchi e iniziare il tour delle strutture termali che andavano allora per la maggiore: il Tettuccio, la Regina e le Terme della Salute.

Il terzo giorno, proprio all’ingresso delle Terme della “Salute” tra le varie cartoline illustrate esposte, una in particolare colpì subito la nostra attenzione: la notturna di viale Giuseppe Verdi e in primo piano (incredibile!)…. in bella mostra la nostra Fiat 1100/E color tortora, SV9841, incluso il famigerato portapacchi. Ma che bella sorpresa ! Ovviamente l’acquistammo immediatamente…… anzi, più d’una.

                                                                                                       Antonio Viotto

Note tecniche della Fiat 1100/E detta “musone”:  Fu presentata alla fine dell’estate del 1949. Si distingueva dalla versione precedente, per il vano ricavato nel bagagliaio, che serviva ad ospitare la ruota di scorta. Vano ben visibile all’esterno e che la faceva riconoscere subito, rendendola anche simpatica.  Motore: anteriore di 1089 cm. cubici, 4 cilindri in linea, con valvole in testa allineate. Potenza cv 32.Cambio: manuale, a quattro rapporti, con leva centrale sullo sterzo. Freni: idraulici sulle quattro ruote. Lunghezza: 4020 mm.Larghezza: 1482 mm.Passo: 2420 mm. Peso: 890 kg. Velocità max: 110 km/h.

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