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Quando le auto vennero sepolte: 32 anni fa la nevicata del secolo in Liguria

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Auto “sepolte” da un soffice manto bianco, ponti ghiacciati, vento tagliente che scuote gli alberi. Molti se la ricordano ancora. Chi con gli occhi sognanti di un bambino, chi con l’incredulità degli adulti. I primi di gennaio le temperature iniziarono a scendere e qualche fiocco di neve cadde su diverse città italiane. Poi l’ondata di gelo, l’Italia paralizzata e il mese più freddo dell’intera storia del Paese. In quattro giorni di nevicata, i centimetri di neve in Liguria arrivarono a 10-15 sul mare e da 40 a 80 nell’entroterra. Anche Savona non fu da meno, dove il ricordo rimane impresso nella mente di chi c’era. Era il 1985 e i giorni dal 13 al 17 gennaio verranno poi ricordati come quelli della “nevicata del secolo”. Proprio 31 anni fa.

L’anno nuovo cominciò con un costante calo delle temperature: l’anticiclone delle Azzorre si era, infatti, unito a quello polare, permettendo la discesa di aria artica sul Mediterraneo. Dopo le prime nevicate stagionali, i gradi iniziarono, quindi, a scendere progressivamente, toccando record stagionali nell’entroterra savonese già il 5 gennaio, quando La Stampa titola “Liguria nella morsa del gelo” e scrive di corsi d’acqua ghiacciati e ponti del Letimbro bianchi di brina.

Poi il 13 gennaio arrivò la neve, e la situazione iniziò a precipitare: gran parte d’Italia si ritrovò in poche ore con una quantità di neve mai vista, ma soprattutto a cui le città non si erano preparate all’inizio di quell’inverno. L’ondata di maltempo si scatena sulla Liguria nella notte tra sabato 12 e domenica 13, ma è nel pomeriggio di domenica che la neve si fa più abbondante, accompagnata anche da una bufera di vento gelido. È di nuovo La Stampa a scrivere, il 14 gennaio, dei disagi che affliggono la Riviera innevata, come per la stazione ferroviaria Mongrifone di Savona, rimasta completamente paralizzata nel pomeriggio: non sarà l’ultima volta, in quei quattro giorni eccezionali. Anche a Genova non mancano le difficoltà sulla linea ferroviaria e lungo le strade del capoluogo, paralizzate in serata, mentre l’aeroporto Cristoforo Colombo è addirittura costretto a chiudere.

Intanto arriva il 15 gennaio. Per l’entroterra il paesaggio è solo un poco più insolito rispetto agli inverni passati, ma la costa ha assunto di certo un aspetto irreale, dove la generale situazione di paralisi ha iniziato a sbloccarsi solo nella tarda mattinata di lunedì 14. Ora però rimangono le strade innevate, dove i bambini giocano quasi fosse un sogno ad occhi aperti, e gli adulti iniziano a spalare la neve davanti alla porta di casa. La Stampa, martedì 15 gennaio, scrive che Genova è ancora semi-paralizzata e l’aeroporto, ancora chiuso, verrà forse riaperto nel pomeriggio. Squadre di spalatori sono all’opera per le vie e le piazze del capoluogo, bloccate da una coltre di neve spessa ben 15 centimetri.

Le scuole riaprirono dopo diversi giorni, i danni all’agricoltura, causati prima dal gelo e poi dalla neve, furono ingenti e non ci volle poco, a tutta l’Italia, per riprendersi. L’evento rimase poi vivo nell’immaginario comune, diventando protagonista di canzoni e romanzi. Come la Dolcenera di De André, forse anche la nevicata dell’85 verrà resa immortale dalle parole; un piccolo paragrafo di storia che da calamità si trasforma in poesia.

E voi avete foto delle vostre auto sepolte dalla neve? Mandatele a info@autoliguria.it! 

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