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QUANDO GIULIA FA SPAZIO A GIULIETTA, L’AUTO “DISEGNATA DAL VENTO”

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Sostituzione: esce Giulia ed entra Giulietta. Riferimenti calcistici a parte per molti savonesi negli anni’60 avvenne proprio così e il passaggio all’auto “disegnata dal vento” (come recitava la reclame dell’epoca) fu inevitabile. Fu così anche per il savonese Antonio Viotto che in queste righe che seguono racconta con ricordi intrisi di emozioni e sentimento alcuni aneddoti curiosi che hanno riguardato lui e la sua Giulietta da vicino. Talvolta anche troppo vicino come quando in quel di Crocefieschi…

“A metà del 1966 papà sostituì la Giulietta con la più moderna Giulia, dallo stile più provocatorio e corsaiolo, caratterizzata dal muso corto e grintoso, dal cofano discendente verso lo scudetto triangolare, il simbolo storico dell’Alfa Romeo. Dietro la caratteristica coda tronca, mozzafiato, derivata dalle esperienze sportive della gestione corse della casa, divenuta poi l’Autodelta dell’Ingegnere Carlo Chiti. “Disegnata dal vento” rimarcava la reclame dell’epoca. Ed era vero!

Tale soluzione permise di ottenere un coefficiente di penetrazione migliore con effetti positivi sulla ripresa e sulla velocità di crociera. Le novità? Il cambio era a cinque marce con leva a cloche sul pavimento e i freni a disco, davanti e dietro. Ecco in sintesi le caratteristiche: motore bialbero a 4 cilindri in linea, 1570 cmc. valvole a V, potenza: 90 cavalli. Sospensioni anteriori a ruote indipendenti, bracci traversali e biella obliqua; posteriore ad assale rigido, bracci longitudinali. Trazione posteriore cambio a 5 marce. Velocità max : Kmh. 168! Ma “Quattroruote” nella sua prova su strada rilevò invece 175 Kmh. effettivi.

E l’estate del ‘66, ancora a Montecatini Terme. Il viaggio con la Giulia 1600 di colore verde, anch’essa docile ma più scattante e con poco rollio stavolta, rispetto alla Giulietta. In più il rombo particolare e intramontabile del bialbero Alfa Romeo che il gran motore emetteva. Indimenticabile l’atmosfera dell’alfista anni ’60. Ricordi poi quel viaggio nell’entroterra genovese? La sosta imprevista a Crocefieschi, dove era in corso la festa del patrono locale, al momento della processione dei crocifissi portati a braccio che si stava avvicinando. Uno dietro l’altro in fila indiana. Se quel crocifisso cadesse, pensai! E in quel preciso istante, ……bang, ecco il primo crocifisso scivolare dalle braccia del portatore e piombare sul parafango della nostra Alfa. Cara Giulia, ti facesti male? No, fortunatamente solo un graffio .

Così riuscimmo a proseguire il viaggio. Mi sovviene tuttora “U’ Sciu Canale”, il guardiano del garage sullo storico lungomare Colombo a Varazze, quando di nascosto mi consegnava la Giulia, e poi ……..via sull’Aurelia, verso il mare. Tragitto: Albissola mare e ritorno, per un salto da Renza, la mia sorella più grande, procedendo comunque lentamente, pian piano, sui viali del lungomare ad ammirare le bellezze circostanti, ma anche a farsi ammirare, orgoglioso di guidare la tanto ambita Giulia. Sempre emozionatissimo, ma desideroso di provarla ancora, e ancora, sempre con grande cura e attenzione, come fosse una reliquia religiosa.

………………. Cara Giulia, quali ebbrezze e quante soddisfazioni ci hai regalato!”

                                                                                                                           Antonio Viotto

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