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FIAT COUPE’, IMPOSSIBILE DIMENTICARTI

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Anni ‘90 : il ritorno al coupé. Da tempo se ne parlava tra gli addetti ai lavori e quando le prime indiscrezioni apparvero sui giornali suscitarono in me grande interesse. Perché da anni mancava, perché coinvolti Pininfarina e Chris Gamble, perché si trattava di molti cavalli, molti di più di quelli della Dino coupè del ’67 e addirittura della 8V degli anni ’50. Mi ripromisi di approfondire l’argomento. Quella serata di tarda estate, ritornando da Brescia, in Largo Moreni lungo la sponda Cremonese del Po, la vidi in bella mostra e la riconobbi subito. Bassa e slanciata , la coda rialzata pronta allo scatto, le fiancate alte e curvilinee, gli occhi obliqui all’orientale , la bocca grande da squalo: ecco la coupé! Colore: giallo ginestra. Il motore , derivato dalla indiscussa Lancia Delta HF integrale, 4 cilindri in linea bialbero , diventati poi 5 , cc. 2 litri , cambio a 5/6 marce, dotato di turbo Garrett, potenza 190 HP e in seguito 220 HP. Il giunto viscoso all’avantreno in funzione di differenziale autobloccante, rappresentava il meglio dell’ingegneria motoristica del momento. Il passaggio da 0 a 100 km. in quasi 6,3 secondi ,un record !! (Ndr. Dati tecnici da Quattroruote) Decisione presa: doveva essere mia e dello stesso colore. Del motore si sapeva già tutto: potente, pluridecorato, da tempo vittorioso in vari mondiali rally. E che dire della ripresa e tenuta di strada: di prim’ordine. Il quadro globale: strabiliante.

Ricordo le derapate dopo ogni curva nel percorrere la tratta di montagna Trivero-Bielmonte-Rosazza, lungo la panoramica Zegna, come la prova speciale del Rally della Lana, andata e ritorno. Quali le emozioni , ma anche le soddisfazioni nel passare rapidamente dalla quinta alla terza e affrontare in piena accelerazione le successive curve a gomito. Una dopo l’altra nel tratto finale, dopo le doppie gallerie, per arrivare a Bocchetto Sessera, e poi iniziare la tortuosa discesa fino a Rosazza, al fondovalle. Oppure all’isola d’Elba, dopo lo sbarco a Porto Ferraio, sulla strada per Capoliveri, la pattuglia di poliziotti che ci fermò, senza un motivo apparente. Dopo i controlli di rito e la lunga occhiata alla coupè “Ma è questa la novità Fiat, fresca di collaudo ? Domandò.” Sì, fu la nostra risposta, orgogliosi di essere i primi”.

E il miracolo che accadde la mattina di Agosto, di buon’ora, al Passo della Cisa , in direzione Parma ? “Lassù qualcuno mi ama “, dissi poi tirando un profondo sospiro di sollievo e ripensando più volte al muso di quel Tir che apparve all’improvviso davanti a me, dopo la curva. Non so come riuscii ad evitarlo proprio all’ultimo istante, inserendo la terza marcia e sterzando tutto a destra, ritornando sicuro in colonna. Fu un vero miracolo, la mano di qualcuno Lassù si posò benevola su di me.

Memorabile fu anche la cena in battello lungo il delta del fiume nella bellissima baia di Stoccolma, ammirando le bellezze architettoniche e naturali circostanti. Ma obbligatoria fu pure la gita al Castello reale di Drottringholm, dove la corte e i reali risiedono dal 1600. E come dimenticare le lunghe passeggiate di mezzanotte nel centro di Stoccolma, ancora si vedeva come fosse giorno. Il centro era illuminato dal sole calante d’Estate e persistente all’orizzonte. Al Water Festival, la festa di Ferragosto, incoronata dai fuochi d’artificio di fine estate, risplendenti alti in cielo e roboanti sulla splendida baia.

E poi l’11 Settembre del 2001, quando Marisa giunta a Linate alla stessa ora dell’attacco alle Twin Towers di New York, per riportarmi a casa dalla trasferta parigina, mi raccontò di gente allarmata e affannata in strane telefonate, senza ben capire di cosa si trattasse. Tanta confusione, notizie via via contraddittorie sulla realtà delle cose, con il timore che il volo atteso non potesse atterrare. Appena a casa, la televisione mostrò in diretta il 2° aereo dirottato mentre s’infilava nella torre sud e il fuoco che divampò subitaneamente. Momenti di grande apprensione e di timore di cos’altro potesse ancora accadere.

 Grazie coupè! Ti abbiamo atteso qualche tempo, ma ne valeva la pena!!!

                                                                                                 Antonio Viotto

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