CONCESSIONARIA AUTOLIGURIA

CONCESSIONARIA DF

“CHE GIOIA PERCORRERE LA STRADA DEL SASSELLO VERSO ACQUI”

 

autodifamiglia

L’automobile è come una di famiglia. Una definizione che non vale per tutti, per molti sì. C’è chi si prende cura di lei, la pulisce, la cura con attenzione. L’automobile, però, ha contraccambiato le nostre attenzioni portandoci in vacanza e facendoci sognare lungo i nostri percorsi di viaggio. “Che gioia percorrere la strada del Sassello verso Acqui , una curva dopo d’altra di gran carriera” sembra esclamare un nostro lettore in questo racconto breve ma entusiasmante. Buon lettura!

Fin da piccolo strenuo appassionato di motori, contagiato da papà che considerava l’automobile una creatura di famiglia: l’accudiva, la puliva, la coccolava, si preoccupava della sua salute. Ricordo nelle vacanze estive quando, assieme a mamma e alle mie sorelle, Renza, la più grande e Lilly, la più piccola, ci portava a Montecatini Terme, la meta preferita. L’auto? Inizialmente la famosa Fiat 1100/E, detta anche “Musone” , con il cambio al volante, novità assoluta. Poi la nuova Fiat 1100/103 , con cui Fiat si rinnova con un design più moderno , piacevole e con all’innovativa struttura portante. Colore: tortora chiaro, in versione familiare. La 103 funzionava sempre a dovere, affidabile, maneggevole e disponibile , veloce. Papà diceva: “La Fiat non ti molla mai e va sempre, chiunque può aggiustarla”. Fu poi la volta della Fiat 1400 B , appena uscita dal Salone di Torino, colore Blu scuro con gomme a fascia bianca, dal motore calmo e bonario , come annotava Quattroruote. Qualche anno dopo arrivò il momento delle Lancia. Non so come riuscii a convincere papà. L’Appia rivelò subito le sue doti migliori: il motore , la buona tenuta di strada e la pronta ripresa. Proprio una piccola Rolls Royce! Nei favolosi anni ’60 papà infine decise di provare l’ebbrezza dell’Alfa “la vettura per famiglia che vince le corse”, così dicevano, e acquistò la Giulietta 1300 ti, a cui seguì anni dopo la Giulia 1600. Inizia l’Alfa dinasty, eredità paterna che ho continuato e forse proseguirà con Annalisa, mia figlia.

Sin dal 1961, quando papà ci portava da Genova a Milano sulla camionale, in un’ora e un quarto. La Giulietta ubbidiva come di consueto, ma da brava monella a volte sculettava troppo e con troppo rollio in curva. Papà diceva : “ basta insistere e tutto procede poi come si deve. Nel 1966, ancora in viaggio a Montecatini, ma stavolta con la Giulia 1600 ti verde, più scattante e con poco rollio. In più il rombo caratteristico e unico, l’orgoglio dell’alfista di allora. Anch’io, nell’Ottobre 1971 mi regalai l’Alfa GT 1300 rossa di Bertone che coronò il mio sogno! Che gioia percorrere la strada del Sassello verso Acqui , una curva dopo d’altra di gran carriera. Che tenuta e che ripresa: allora sì che si poteva correre! Nel Luglio 1991, invece con la Spider 2000 nera da 132 Hp, sbarcando a Ponza sullo stretto lungomare, i pescatori che mi burlavano : “Eh, buttate a-mmare !!! E ancora con la “ventenne” GTV_2.0 6V Turbo sangue di bue, mia figlia Annalisa che si esercita tuttora all’uso del cambio, dello sterzo sportivo e dice : è bellissima!!! E che dire della mia seconda Brera, la 1750 TB bianca, che uso quotidianamente. Il motore turbo dal caratteristico sibilo metallico dei manovellismi in alluminio, mi fa sempre compagnia . Al volante mi sento Clemente Biondetti sulla 2900B_8C, l’Alfa berlinetta “Soffio di Satana” Touring del 1938 , in testa per oltre 20 delle 24 ore a Le Mans , ma alla fine costretta al ritiro per lo scoppio di un pneumatico lungo “Les Hunaudierès”. Quando si dice la sfortuna!

Tralascio di menzionare le altre vetture, seppure importanti: la favolosa Fiat 500, la prima da principiante, le varie Fulvia e la Beta coupé della Lancia, la Fiat 124 Spyder, la tedesca BMW, quella del tradimento, le ultime Fiat coupè turbo e non, e le altre Alfa , la 164 TS, la 33, la 156 JTS sportwagon e l’ultima GT di Bertone, tutte di cui racconto i viaggi e le bravate.

Cos’altro mi hanno lasciato dentro in tutti questi anni, in viaggi avventurosi ?’ Di tutto un po’: l’automobile non vuol dire solo design, tecnologia, innovazione e fantasia, ma anche il forte legame con i tanti episodi felici, spensierati ma anche dolorosi di cui è costellata la mia vita.

E’già iniziato il momento dei ricordi ? Pare proprio di sì, anche per me!

                                                                                                        A.V.

Comments are closed.



Credits

Autoliguria srl - via Nizza 18R P.IVA 01283050092

Web and design Delfino&Enrile Advertising