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Carosello: quando l’automobile diventava un fenomeno di costume

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“La macchina dovrebbe consumare poco, poniamo 4,5 litri per centro chilometri” spiegava la moglie di Giovanni in un video di Carosello, dando voce ai desideri di un’Italia degli anni ’50 che si avvicina al boom economico. Dalla sua nascita nel 1957 questa utilitaria -come spiega Autoblog.it in un interessante articolo- è diventata un’icona di stile, ma anche un fenomeno di costume, e guardando questo Carosello già se ne possono capire bene i motivi.

Più di ogni altra cosa, la 500 deve il suo successo al fatto di rispondere ai bisogni reali degli italiani di quegli anni e al loro accresciuto potere economico in grado di avverarli. “Dovrebbe avere una ripresa da non farmi perdere tempo agli incroci”, diceva ancora il Dottore nel video. La piccola di casa Fiat ha anche un’anima agile e scattante che, ancora prima dell’arrivo di Abarth, è rappresentata con una partenza fulminante ad un semaforo. “Pensa che comodità al mattino poter accompagnare i bimbi a scuola?”, un aspetto a cui siamo oramai abituati e diamo per scontato, al punto da preferire i mezzi pubblici al traffico cittadino, ma per l’epoca era un altro passo avanti verso una libertà sognata a lungo. Colpiscono anche (almeno alla nostra generazione cresciuta con la Tv a colori) le portiere con la maniglia sulla destra che si aprono in senso opposto a quello che è diventato ormai uno standard e l’accesso al serbatoio per la benzina sotto il cofano.

Già dall’inizio della sua vita, ancora prima di Lapo Elkann e dell’arrivo di Internet e dei social, dobbiamo constatare come la 500 sia stata accompagnata da una comunicazione azzeccata, in grado di veicolare i tanti pregi di una piccola quattro ruote diventata il simbolo del nostro Paese.

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