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Amarcord: l’irresistibile Matra gialla del 1974…

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Ci sono vetture che nell’arco di una vita rimangono più impresse di altre. Questo è il caso di una Matra del 1974. Tra adrenalina, ricordi e qualche spavento di troppo ecco la bella testimonianza di Antonio Viotto.

Qualche tempo dopo la vittoria della Matra nel campionato Mondiale di Formula 1, con Jackie Stewart, nasce la Matra Bagheera e con lei il mio irresistibile desiderio di provare la prima vettura a propulsore centrale e trazione posteriore.   (Ndr. Dati tecnici da Quattroruote, E.Domus)
In particolare: il motore trasversale centrale, 4 cilindri in linea, cc. 1,300 con 84 HP di potenza, un asse a camme laterale, le sospensioni McPherson modificate. Il coefficiente aerodinamico rilevava un cx = 0,29, il più basso della categoria. La sua miglior dote?  La tenuta di strada, da formula 1, eccezionale per quegli anni, come pure i tre posti davanti affiancati.
Anche papà la comprò, contagiato dalla mia gialla , l’anno dopo! Nei curvoni veloci non ce n’era per nessuno: quanti i sorpassi  in queste condizioni , senza accenni di sbandata al retrotreno, una tenuta di strada da gran sportiva,!!   Che divertimento sulle strade collinari del Sassello verso Acqui Terme (AL) curve e controcurve pennellate da grande artista, coadiuvato  dall’ottima ripresa in terza marcia. Quali gli altri ricordi ? 
Seconda metà degli anni ’70 : mese di Settembre. In viaggio con Bob Y., il mio capo inglese, da Rivarolo Canavese (TO)  diretti ad Alba (CN) nel Cuneese, sulla S.S. Padana Superiore, quando una Guzzi di grossa cilindrata ci sorpassò dopo un lungo inseguimento. Sorpresi per il fermo  l’agente guardò a lungo la Bagheera. Poi disse : solo una domanda : “Ma che macchina è… “? 
E la fine di Ottobre dello stesso anno, ritornando dalla visita a mia sorella a  Roma , sull’autostrada del Sole dopo Sasso Marconi , sotto una pioggia battente e incessante, rivivo tuttora quella tremenda sbandata per l’acquaplaning sul ponte che attraversa il Reno. Ma anche la mia repentina correzione in controsterzo appena accennato e infine la consapevolezza che nonostante tutto sarei riuscito a tenerla in strada. Che sbandata!  Per fortuna nessuna conseguenza.
Solo un po’ di spavento.
L’anno successivo, rammento il viaggio con la Bagheera di papà fino all’ospedale Carreggi di Firenze, poi il ritorno per riportarlo a casa , dopo l’operazione di ulcera duodenale, dall’esito positivo. A parte la fermata della polizia a Genova per una ipotetica invasione di corsia, che invero non ho mai ben capito, tutto filò liscio fino a casa.  Papà felice poteva ora riposare tranquillo.
Fu quella l’occasione per Marisa di visitare Firenze, almeno i luoghi più famosi, durante i giorni di assistenza al malato, insieme alla mia mamma.
E l’8 Agosto del 1976 ? Rivedo ancora adesso la  lunga colonna delle auto degli invitati snodarsi lentamente dietro agli sposi, i miei cognati, sulle colline della Val Trebbia diretta al ricevimento nuziale al Castellaccio. Tutti guardavano la Bagheera gialla avvicinarsi a grandi falcate e poi sorpassare pian piano la lunga fila, con qualche punta di  invidia, immagino, riuscendo così a occupare la sospirata “pole position”.
Ora ripenso all’estate del 1982, qualche anno dopo, e alle sfide vittoriose dell’Italia pallonara. Una dopo l’altra furono eliminate Argentina,  Brasile, Polonia, e poi la sfida ultima con la Germania, allo stadio madrileno, con il nostro amato Sandro Pertini, il nostro Presidente. 
Finì 3 a 1 per noi : che festa quella notte ! A passeggio per Lodi, dove abitavamo, il carosello strombazzante delle auto in festa,  ininterrotto,  ronzava tutt’attorno senza sosta,  fino all’alba.  Tutti pazzi per il pallone quella notte!”.

                                                                                  Antonio Viotto

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