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A SAVONA “DOMENICA ERA SEMPRE DOMENICA”

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Molto spesso a storie di automobili corrispondono storie di vita. In fondo le automobili sono state -e lo sono tutt’ora- un po’ di famiglia. Nei momenti importanti loro c’erano. Ci hanno accompagnato durante gli spostamenti per lavoro, ci hanno reso le vacanze più agevoli, hanno fatto sospirare (e come vedremo più avanti non dormire!) intere generazioni. “Lo sfavillio delle luci del bel cruscotto che di sera, all’avvio del motore si colorava tutto di rosso, blu, bianco, catturando l’attenzione di noi adolescenti”. Le poche parole del savonese Antonio Viotto dicono tutto e descrivono al meglio quelle emozioni scaturite dall’attesa di salire su una Fiat 1400B che tanto ci aveva fatto sognare…

L’ultima parte degli anni ’50 si avviava ormai a conclusione , come pure stava maturando la decisione, molto sofferta, di spostare l’attività principale a Genova, quegli anni motore dello sviluppo ligure ancora a pieni regimi. L’occasione si presentò in Via Balbi vicino a Piazza Principe, in un palazzo di recente costruzione nella zona dei grandi alberghi , contigui alla stazione ferroviaria e a quella marittima.

Quale vettura ci accompagnava a quel tempo? La Fiat 1400 B appena uscita dal Salone di Torino dell’anno precedente, colore Blu scuro e gomme a fascia bianca ricordo ancora la targa : SV 20024. Motore 4 cilindri, cc. 1395, un asse a camme laterale, valvole in testa allineate, cavalli 58 a 4600 giri/min., sospensioni indipendenti davanti e assale rigido dietro. 

Velocità circa 135 Km/h, cambio a 4 marce con comando al volante. Strumentazione completa e selleria di livello, seppure alquanto appariscente, ma spazi e confort assicurati. “Quattroruote” nel Giugno del ’56 annotava “Il motore rimane sempre il calmo e bonario motore della 1400. Non particolarmente brillante, mal disposto a sopportare il fuori giri e non del tutto parco nel consumo. Vettura media da turismo, non brillante nelle sue prestazioni, offre però innegabili doti di confort accompagnate da un prezzo e costo di esercizio interessanti”. La nostra 1400 B raggiungeva a stento la velocità massima di circa 115 km/h. e non di più. Non si scoprì mai perché. Cos’altro ancora ?? Lo sfavillio delle luci del bel cruscotto che di sera, all’avvio del motore si colorava tutto di rosso, blu, bianco, catturando l’attenzione di noi adolescenti.

I ricordi dell’adolescenza sono dentro di te e non ti lasceranno più. E gli altri viaggi? A Torino, al Carnevale di Piazza Vittorio Veneto, papà che rideva sui saliscendi delle montagne russe, mentre il cappello gli volava via e noi impauriti ci nascondevamo sotto il sedile per superare quegli ultimi paurosi tratti finali.

A Milano, Bergamo, Riva di Chieri, Como, viaggi sempre impegnativi, ma pure tranquilli e rilassati con l’aiuto della sorniona e paciosa Fiat 1400 B, blu scuro. La sera prima non riuscivo quasi mai a prendere sonno, eccitato com’ero, pensando all’avventura della mattina dopo, alla fine però vinceva la stanchezza e mi addormentavo. Così ripeteva sempre papà: “La Fiat va sempre e non ti lascia mai a piedi !”. Ricordi il motivo suonato a ogni piè sospinto quell’anno ? Era forse: “Domenica è sempre Domenica” ? Sì, : alla radio , alla Tv, ovunque, sempre. Così cantava Mario Riva nella trasmissione del sabato sera : “Il Musichiere”, la nostra preferita.

                                                                                                  Antonio Viotto

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